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Stemma della città di Carovigno

A 100 Km da Bari, a 36 Km da Brindisi, a 4 dall’Adriatico, su una collina ricca di lussureggianti e verdi ulivi c’è CAROVIGNO, 171 mt. sul livello del mare, dall’antico nome CARBINA, dal greco KARBINA, frugifera per la sua preminente caratteristica copiosa di olio d’oliva ed altri prodotti agricoli.
CAROVIGNO è citata nella letteratura classica da due scrittori di origine greca, Clearco Solense ed Ateneo in riferimento alla guerra tra Tarantini e Messapi, avvenuta nel 473 a.c..
La cittadina è circondata dai suoi gioielli come il Santuario di Belvedere di origine greco-bizantino, con la sua grotta ricca di icone di pregievole fattura, alle quali è legato il tradizionale culto della “Nzegna”(bandiera) ; come il seicentesco Castello di Serranova (1629) col suo borgo antico e la chiesa del Crocifisso ; come il bellissimo centro storico dove troneggia l’immenso Castello con i suoi 2200 mt. quadrati e le sue 101 stanze eretto in diversi periodi a partire dal 1265.
Il maggiore sviluppo il Castello lo ha avuto nel periodo altomediovale sul sito dell’antica Acropoli intorno alla Chiesa di Sant’Angelo sino ad assumere la configurazione attuale a forma triangolare, e a difesa del territorio. Già nel 1440 il Castello definito “PALATIUM” viene catalogato nell’inventario di Maria d’Anghien. Le fabbriche successive, che unirono la Torre Quadrata Normanna a quella Angioina, circolare, e più in avanti il Torrione a Mandorla, diedero nonostante i numerosi restauri e ampliamenti susseguitisi nel tempo, ultimo realizzato dal 1906 al 1916 dalla Famiglia Dentice dei Principi di Frasso, la cui dinastia ne diventò proprietaria nel 1792 acquistandolo dal Regio demanio di Napoli. Il Castello fù dei Normanni, degli Svevi, degli Angioini, degli Aragonesi, degli Spagnoli. Il Castello ha registrato il passaggio dei seguenti Feudatari, inviati dal Regio demanio di Napoli per la gestione del territorio a partire dal 1305 con Adamo de Trambray, 1327 Carlo de Carvigna(famiglia nel tempo estinta), 1464 Bartolomeo de Ursinis, 1500 Pirro Loffredo fino al 1589 con Gaspare, Giuseppe, Leonardo, Scipione e Pirro Loffredo(nipote), 1595 Marchese Padule, 1597 Agostino Caputi, 1629 Ottavio Serra, 1653 Scipione Costaguti, 1661 Giuseppe Castaldi, 1684 Giulio di Sangro, 1702 Nicola Granafei, 1742 Michele Imperiali, 1782 Regio Fisco ed infine il 1792 Gerardo Dentice, dinastia che ha posseduto il Castello fino al 1961.
In modo particolare il Castello ha vissuto il massimo splendore sia per la cura dell’immobile e sia per le presenze di illustri ospiti. A tal proposito bisogna ricordare Alfredo Dentice dei Principi di Frasso, ammiraglio e Senatore del Regno, il quale ha avuto illustri ospiti, amici come lo scrittore Guido Milanesi (1909), il pilota Francesco De Pinedo(1926), il ministro Dino Grandi (1932), sempre nel 1932 Maria Principessa di Piemonte, Maria di Savoia, Umberto di Savoia, Aimone di Savoia, Amedeo di Savoia ; Guglielmo Marconi (4 gennaio 1934), Alberto di Savoia Genova (1938), Generale Alexander (1944).
Attualmente il Castello è di proprietà dell’Amministrazione provinciale di Brindisi e viene usato per convegni, concerti e rassegne culturali.
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